IL RECUPERO NON COSTA NULLA FINO
AL RIMBORSO EFFETTIVO DEGLI IMPORTI



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Il rimborso dell’IVA estera

Nel contesto delle operazioni commerciali poste in essere dagli imprenditori molto spesso si riscontra l’esigenza di addivenire ad un rimborso dell'IVA contratta in un Paese straniero.
Ebbene, in tali casi è consentito per i soggetti richiedere il rimborso in relazione a quanto corrisposto a titolo di imposta allo Stato estero.
Peraltro, La direttiva 2008/9/CE del 12 febbraio 2008, recepita nell’ordinamento nazionale con il decreto legislativo 18/2010, (G.U. n° 41 del 19/02/10), ha modificato la disciplina del rimborso dell’IVA ai soggetti stabiliti in un altro Stato membro diverso da quello del rimborso. Le procedure volte all’ottenimento del rimborso sono state notevolmente semplificate sia in termini di costi che di tempi.

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Ed invero, ad oggi sussiste l’obbligo di presentare la domanda di rimborso in via telematica, tramite portale dedicato, all’Amministrazione competente dello Stato di appartenenza, il quale è gravato da tempistiche ben precise in merito all’attivazione delle procedure.

Occorre, inoltre, segnalare come, affinché l’imprenditore sia legittimato a richiedere il rimborso dell’IVA estera, sia necessario il rispetto di tutta una serie di requisiti (ad esempio non deve avere né la sede né una stabile organizzazione dell'impresa nello Stato a cui rivolge la richiesta di rimborso).

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La procedura per i residenti in Italia

In questo caso il rimborso avviene presentando la richiesta presso l’Agenzia delle Entrate per via telematica.

Il soggetto passivo dovrà dare conto, inoltre, dell’assenza di operazioni esenti da IVA o non soggette ad imposta (pro-rata).
Tale istanza si riterrà presentata all’Autorità Amministrativa il giorno stesso in cui la medesima riceve il file, al quale verrà attribuito un numero di protocollo. A questo punto, l’Agenzia provvederà ai controlli meramente formali per poi trasmettere la richiesta allo Stato estero che dovrà comunicare l’esito della procedura entro quattro mesi.
Nel caso, infine, vi siano richieste da parte dell’autorità estera di ulteriori integrazioni documentali, i termini potranno prorogarsi di due mesi. In nessun caso, tuttavia, lo Stato estero può superare il termine di otto mesi dal ricevimento della richiesta di rimborso per lo svolgimento della stessa.

La direttiva Non-Eu business 13th VAT

Nel caso di Paesi extra UE la possibilità di ottenere il rimborso dell’IVA è subordinata alla sottoscrizione dello Stato estero di accordi di reciprocità con lo Stato italiano.
Allo stato, tali accordi concernono esclusivamente la Svizzera, la Norvegia e Israele.
In tale evenienza, il richiedente avrà tempo fino al 30 Giugno dell’anno solare successivo al periodo di riferimento per presentare la richiesta di rimborso.
Infine, tali adempimenti dovranno avvenire seguendo esclusivamente quelle che sono le specifiche indicazioni delle autorità amministrative dei suddetti Paesi.

 

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